La splendida SCARLETT JOHANSSON firma autografi sul Red Carpet a Venezia 70....
lunedì 9 settembre 2013
KiM Ki-duk!!!!
Incontro con il Leone d'oro 2012, il maestro korenao Kim Ki-duk presente a Venezia 70 Fuoriconcorso con Moebius opera dura che scava nell'animo umano. Continua il suo pesonale viaggio all'inferno.
Venezia 70: tutti i premi
VENEZIA – Questi i premi alla 70/ma Mostra del cinema di Venezia:
- Leone d’oro: SACRO GRA di Gianfranco Rosi
- Leone d’argento: MISS VIOLENCE di Alexandros Avranas
- Gran Premio della Giuria: JIAOYOU (STRAY DOGS) di Tsai Ming-Liang
- Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: THEMIS PANOU di Miss Violence di Alexandros Avranas
- Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: ELENA COTTA per Via Castellana Bandiera di Emma Dante
- Premio Marcello Mastroianni ad un attore emergente: TYE SHERIDAN per Joe di David Gordon Green
- Premio per la migliore sceneggiatura: STEVE COOGAN e JEFF POPE per Philomena di Stephen Frears
- Premio speciale della Giuria: DIE FRAU DES POLIZISTEN di Philip Groening
- Leone del Futuro – Venezia opera prima Luigi De Laurentiis: WHITE SHADOW di Noaz Deshe
Orizzonti: – Premio Orizzonti per il miglior film: EASTERN BOYS di Robin Campillo
- Premio Orizzonti per la migliore regia: STILL LIFE di Uberto Pasolini
- Premio speciale della giuria di Orizzonti: RUIN di Michael Cody e Amiel Courtin-Wilson
- Premio speciale Orizzonti per il contenuto innovativo: MAHI VA GORBEH di Shahram Mokri
- Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio: KUSH di Shubhashish Bhutiani European Film Awards 2013
- Efa: HOUSES WITH SMALL WINDOWS di Bulent Ozturk
sabato 27 luglio 2013
Zombi – Oltre 900 titoli per non riposare in pace
In uscita nelle librerie “Zombi – Oltre 900 titoli per non riposare in pace”, del collega Francesco Lomuscio uno dei maggior esperti italiani di cinema horror.
Il titolo si inserisce nella collana Horror Project (UniversItalia) e ripercorre tutta la storia del cinema degli zombi decennio per decennio, dai tempi del muto a quelli odierni degli elaboratissimi effetti digitali e delle invasioni televisive di morti viventi.
Un lavoro certosino venuto alla luce dopo più di vent'anni di ricerche, letture di materiale cartaceo e visioni di opere audiovisive edite ed inedite in Italia, di qualsiasi nazionalità, incluse produzioni orientali, low budget e perfino amatoriali.
Il risultato è un'opera che comprende 900 film schedati e recensiti, 213 titoli citati e più di 150 schede tecniche di cortometraggi.
Un viaggio alla scoperta delle origini degli zombie e del lungo, lento e inesorabile cammino intrapreso nell’ambito della storia del cinema.
Un libro da non perdere non solo per gli appassionati ma anche per chi si accosta da neofita a questo genere.
Sarà disponibile a partire dal 12 Agosto 2013 contattando la redazione horrorproject@libero.it o nei migliori mail order, oltre che acquistabile nelle librerie specializzate.
mercoledì 12 giugno 2013
Niente può fermarci
La recensione di Niente può fermarci, pubblicata su Taxidrivers
Dopo l’horror Visions, il regista Luigi Cecinelli filma questo road movie in chiave giovanilistica, partendo da un soggetto davvero interessante.
La fuga da una clinica privata, verso Ibiza, di quattro giovani affetti da varie patologie psicofisiche. Il narcolettico Mattia (Guglielmo Amendola), l’internet-dipendente Augusto (Emanuele Propizio), l’ossessivo compulsivo Leonardo (Federico Costantini), e Guglielmo (Vincenzo Alfieri), affetto da sindrome di Tourette, che non può fare a meno di dire parolacce quando si emoziona..continua su Taxidrivers
giovedì 18 aprile 2013
Cinemacorsaro Mostre: Petrolio di Xavier Bueno
Alla Centrale Montemartini, uno
dei più suggestivi siti d’archeologia industriale d’Italia, è stata inagurata
ieri sera la mostra Petrolio, grande dipinto ad acrilico su tavola di oltre sette metri di lunghezza per poco meno di tre in altezza realizzato dal
maestro spagnolo naturalizzato italiano Xavier Bueno (Vera de Bidasoa, 1915 -
Fiesole, 1979).
La mostra, promossa da Roma
Capitale, assessorato alle Politiche culturali e Centro Storico-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con Energy Trading International Spa, con la cura di Tommaso Strinati e i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, porta alla luce un'opera praticamente inedita e un pittore di estrema raffinatezza, poco noto al pubblico delle grandi mostre d'arte.
L'opera racconta la filiera
produttiva del petrolio: dalla localizzazione del sito alla costruzione dei pozzi, dall'estrazione alla raffinazione.
Commissionata per una grande esposizione
dell’energia o dell’industria del commercio energetico, in continuità con le
grandi mostre internazionali industriali tipiche della cultura degli anni venti
e trenta come fu quella a Roma nel 1953 all’Eur. Davanti all’opera pare quasi
di percepire la fatica degli operai indaffarati con le trivelle intrise di
grasso.
Le figure in primo piano, il chimico all’estrema destra, il giovane nel lato sinistro e le due figure di giovani direttori al centro sembrano quasi di matrice classico-quattrocentesca.
Il monocromatismo che pervade tutta l’opera su toni di grigio ricorda seppur con le debite differenze la Guernica di Picasso del 1937.
Far amalgamare quest’opera in un contesto cosi fortemente caratterizzato come quello della Sala Caldaie della centrale Montemartini non non era compito facile.
Invece fra le sculture dell’antichità classica e la colossale caldaia a vapore l’opera trova la sua collocazione ideale.
Questo grazie all’allestimento progettato appositamente da Laura Inglese (architetto e scenografa, diplomata presso il Centro Sperimentale di Cinematografia), che dona all’opera una certa “leggerezza” a fronte della maestosità dell’opera e consente di apprezzarne a pieno le peculiarità.
Si tratta di una struttura autoportante, in legno, ferro e acciaio, ideata in sinergia con la Direttrice del Museo Montemartini, Emilia Talamo. Una mostra assolutamente da non perdere, in esposizione fino al 29 settembre 2013.
Le figure in primo piano, il chimico all’estrema destra, il giovane nel lato sinistro e le due figure di giovani direttori al centro sembrano quasi di matrice classico-quattrocentesca.
Il monocromatismo che pervade tutta l’opera su toni di grigio ricorda seppur con le debite differenze la Guernica di Picasso del 1937.
Far amalgamare quest’opera in un contesto cosi fortemente caratterizzato come quello della Sala Caldaie della centrale Montemartini non non era compito facile.
Invece fra le sculture dell’antichità classica e la colossale caldaia a vapore l’opera trova la sua collocazione ideale.
Questo grazie all’allestimento progettato appositamente da Laura Inglese (architetto e scenografa, diplomata presso il Centro Sperimentale di Cinematografia), che dona all’opera una certa “leggerezza” a fronte della maestosità dell’opera e consente di apprezzarne a pieno le peculiarità.
Si tratta di una struttura autoportante, in legno, ferro e acciaio, ideata in sinergia con la Direttrice del Museo Montemartini, Emilia Talamo. Una mostra assolutamente da non perdere, in esposizione fino al 29 settembre 2013.
giovedì 11 aprile 2013
Ernest e Celestine
Nello splendido scenario dell’Ambasciata di Francia è stato presentato in anteprima per la stampa, il film d’animazione Ernest e Celestine di Stéphane Aubier, Vincent Patar, Benjamin Renner. Il film sceneggiato in maniera magistrale dal grande scrittore francese Daniel Pennac ha ottenuto a Cannes 65 una menzione speciale nella sezione Quinzaine des Réalisateurs. La voce dell’orso Ernest è stata affidata a Claudio Bisio, mentre la topolina Celestine ha la voce di Alba Rohrwacher. Tratta dalla serie illustrata di libri per bambini dell’autrice belga Gabrielle Vincent, la storia narra dell’amicizia apparentemente impossibile tra Ernest e Celestine. Rappresentanti di due mondi diversi e contrari, separati anche “geograficamente” (i topolini nella propria dimensione sotterranea abitano il sottosuolo, gli orsi invece vivono alla luce del giorno) i due protagonisti combattono i pregiudizi di razza che vogliono gli orsi cattivi e famelici e i topi dispettosi e fastidiosi. La prima scena del film è, infatti, incentrata nell’insegnare ai piccoli topolini ad avere paura degli orsi cattivi, ed è proprio la paura uno dei temi dominanti del film. Come ha spiegato Daniel Pennac, (presente in conferenza stampa insieme a Claudio Bisio): “La paura è una delle passioni della mia vita. Perchè da scrittore è interessante pensare che le cose peggiori che succedono derivino unicamente da quella. M’interessa sempre la paura come la passione. Io, però, non voglio mai dare dei messaggi, voglio essere me stesso, detesterei un film o un romanzo che si proponesse di demandare un semplice messaggio, perché vuol dire che non è un’opera d’arte”. Questa paura dell’altro viene nel film subito annientata dalla tenera e sincera amicizia fra Ernest e Celestine che dopo rocambolesche avventure riescono con spontaneità ad avvicinare le due comunità dimostrando nei fatti una coabitazione possibile. Quest’opera si regge sulla bellezza della pittura ad acquarello che incanta per l’apparente semplicità e su una sceneggiatura delicata ma piena di contrasti che Pennac ha portato sullo schermo con passione. Lo scrittore francese conosce molto bene le storie di Ernest e Celestine perché le raccontava alla figlia, in una metamorfosi dove lui diveniva orso e la figlia la piccola Celestine. Quest’amore per il lavoro della Vincent si ritrova tutto nella sua sceneggiatura. Da menzionare l’ottima prova di squadra dei giovani registi che sono riusciti nell’intento di suscitare emozioni e sentimenti negli spettatori. La colonna sonora originale, di Vincent Courtois, completa infine, quest’opera, dotandola di una leggerezza sospesa, come ben si evidenzia nella scena del passaggio dall’inverno alla primavera. Nelle sale italiane dal 20 Dicembre 2012.
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